luglio 2007

 

 

Dalle “CATECHESI”

di san Giovanni Crisostomo, vescovo

(Catech. 3, 12-19: SC 50, 158-162)

 

 Catechesi rivolta ai neofiti

 

 

      12. Dio ha allestito una tavola più potente di ogni arma, affinché tu combatta senza stancarti e vinca abbondantemente il maligno.

      Infatti, se quello ti vedrà anche soltanto tornare dai banchetti del Signore, come uno che ha visto un leone spirante fuoco dalla bocca, così fugge più veloce di ogni vento. E se gli mostrerai la lingua intrisa del prezioso sangue, non resisterà; se gli mostrerai la bocca tinta di porpora, come una fiera impaurita volterà di corsa le spalle.

      13. Vuoi dunque conoscere la forza di questo sangue? Risaliamo alla sua figura (cfr Es 11, 1-10; 12, 1-14), agli antichi racconti dell’Egitto.

      Dio stava per infliggere la decima piaga agli egiziani: voleva infatti sopprimere i loro primogeniti perché trattenevano il suo popolo primogenito. Che fece dunque perché avvenisse che i giudei non fossero coinvolti con gli egiziani, dal momento che un solo luogo li comprendeva? Impara la potenza della prefigurazione per conoscere pure la forza della verità. La piaga inviata stava per abbattersi dall’alto e lo sterminatore si aggirava per le case.

      14. Cosa fece dunque Mosè? Sacrificate, dice, un agnello immacolato e spargete il suo sangue sulle porte (Es 12, 5. 6. 7. 21. 22).

      Cosa dici? Il sangue di un animale irragionevole può salvare gli uomini dotati di ragione? Sì, egli dice, non perché è sangue, ma perché è figura del sangue del Signore. Come infatti le statue regali, pur essendo inanimate e insensibili, salvano gli uomini sensibili e inanimati che si rifugiano presso di esse, non perché sono di bronzo, ma perché sono immagine del re, così anche quel sangue insensibile e inanimato ha salvato gli uomini dotati di anima non perché era sangue, ma dal momento che era figura di questo sangue.

      15. Allora lo sterminatore vide il sangue sparso sulle porte e non osò entrare.

      Ora, se il diavolo vedrà non il sangue della figura sparso sulle porte, ma sulla bocca dei fedeli, il sangue della verità sparso sulle porte del tempio che ospita Cristo non lo tratterrà ancora di più?

      Se infatti l’angelo, vedendo la figura, ne ebbe timore, molto più il diavolo, vedendo la verità, fuggirà.

      16. Vuoi conoscere anche sotto un altro aspetto la forza di questo sangue? Vedi da dove sgorgò all’inizio e donde ebbe la fonte: dall’alto della croce, dal costato del Signore. Infatti, essendo Cristo già morto, dice, e stando ancora sulla croce, un soldato avvicinatosi trafisse il costato con la lancia e ne uscì acqua e sangue (cfr Gv 19, 34). L’una era simbolo del battesimo, l’altro dei misteri. Per questo non ha detto: Uscì sangue e acqua, ma prima uscì l’acqua e poi il sangue, poiché prima viene il battesimo e poi i misteri.

      Quel soldato, dunque, trafisse il fianco, perforò la parete del santo tempio, e io trovai il tesoro e guadagnai la ricchezza. Così avvenne anche per l’agnello: i giudei immolarono la pecora e io ottenni la salvezza dal sacrificio.

      17. Uscì dal fianco acqua e sangue.

      Non sorvolare semplicemente, o diletto, il mistero. Infatti ho un’altra interpretazione mistica da esporre.

Ho detto che quel sangue e quell’acqua sono simbolo del battesimo e dei misteri. Da questi due è stata generata la Chiesa, mediante il bagno di rigenerazione e di rinnovamento dello Spirito Santo (Tt 3, 5), mediante il battesimo e i misteri. Ora i simboli del battesimo e dei misteri derivano dal fianco: dal fianco dunque Cristo formò la Chiesa, come dal fianco di Adamo formò Eva.

      18. Per questo anche Mosè, trattando del primo uomo, dice: Osso dalle mie ossa e carne dalla mia carne (Gen 2, 23), indicandoci in enigma il fianco del Signore. Come infatti allora Dio prese dal fianco e formò la donna, così ci diede sangue e acqua dal suo fianco e formò la Chiesa. E come allora prese dal fianco durante l’estasi, mentre Adamo dormiva, così anche ora ha dato il sangue e l’acqua dopo la morte, prima l’acqua e poi il sangue. E la morte è stata adesso ciò che fu allora l’estasi, affinché tu sappia che ormai questa morte non è altro che un sonno.

       19. Avete visto come il Cristo ha congiunto a se stesso la sposa? Avete visto con quale cibo nutre tutti noi? Dallo stesso cibo e siamo stati formati e veniamo nutriti. Come infatti la donna nutre con il proprio sangue e latte colui che ha generato, così anche il Cristo nutre continuamente con il proprio sangue coloro che egli stesso generò.