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MAGGIO - GIUGNO 2011 |
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GASPARE
DEL BUFALO Beniamino Conti, cpps
SOMMARIO |
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Gaspare del Bufalo, nato a Roma nel 1786 e morto ivi nel 1837, è stato canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954. Vari documenti della Chiesa lo hanno delineato come araldo di pace e di salvezza nel sangue divino 1. Il Beato Giovanni XXIII lo ha definito il vero e più grande Apostolo della devozione al Preziosissimo Sangue nel mondo 2. Ha fondato nel 1815 la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue. Vedremo come egli ha
costituito “anima di tutto il suo apostolato” la spiritualità del sangue di
Cristo. Come è sorta e si è sviluppata in Gaspare la fisionomia spirituale sul sangue di Cristo? Non possiamo dire che già nell’età giovanile sia stato propriamente devoto del Prezioso Sangue. Troviamo soltanto accenni fugaci al sangue di Cristo 3. Tuttavia si intravedono alcuni bagliori che preannunciano lo splendore futuro. Maria Tamini, che poi sarebbe diventata religiosa delle Maestre Pie, e il monaco basiliano Filippo Berga concordano nell’attribuire a Gaspare, sia nell’infanzia che nella giovinezza, una tenerissima devozione alla passione di Gesù, nella meditazione della quale trascorreva spesso alcune ore della notte 4. Nel meditare sulla passione, confidava alla Tamini, lo commuoveva specialmente l’orazione all’Orto, perché in tutti gli altri episodi della passione il Signore versò il suo prezioso Sangue per violenza esterna, mentre nell’orazione all’Orto degli Olivi fu versato da un’interna compassione d’amore, volendo dire che era tutto spontaneo 5. Nella spiritualità del giovane Gaspare troviamo un altro aspetto dell’ascetica tradizionale cristiana: unire i suoi sentimenti ai dolori del Redentore, che ha abbracciato la sofferenza per espiare il peccato e salvare gli uomini. Escogitava mortificazioni e strumenti di penitenzache giungevano fino a macchiargli di sangue la biancheria, secondo molte testimonianze 6. Infine la sua pietà eucaristica. Ogni mattina la madre lo conduceva nella Chiesa del Gesù per la Messa. Le sue comunioni erano serafiche; la visita a Gesù sacramentato era una pratica quotidiana. In futuro sarebbe stato facile il passo verso la devozione al Preziosissimo Sangue 7. |
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II. Formazione esplicita dell’apostolo del Preziosissimo Sangue
1. Nella fondazione della Confraternita del Preziosissimo Sangue Questo cammino parte nel 1808, l’anno dell’ordinazione sacerdotale di Gaspare. Possiamo parlare, ora, di contatto esplicito con questa spiritualità. Nel dicembre 1808 fu chiamato da Don Francesco Alberini a tenere dei fervorini a S. Nicola in Carcere a Roma in occasione dell’istituzione della Confraternita del Preziosissimo Sangue. In questa antichissima basilica fin dal 1708 si conservava una reliquia del divin sangue, collegato, secondo la tradizione, al sangue e all’acqua che fluirono dalla lanciata al costato 8. Non possiamo dire che per Gaspare fu un incontro di grande importanza con la devozione al sangue di Cristo. Infatti solo in seguito egli si applicò allo studio delle verità dottrinali inerenti ad essa 9.
2. Gaspare viene vaticinato araldo del sangue divino: settembre 1810 Siamo nel tempo in cui imperversa il dominio di Napoleone Bonaparte, il quale vuole assoggettare a sé la Chiesa. Gaspare rifiuta il 13 giugno 1810 il giuramento di fedeltà all’imperatore, e inizia per lui un periodo di deportazione che durerà quattro anni. Don Francesco Albertini, anch’egli in esilio, rivela a Gaspare un vaticinio della Serva di Dio Suor Maria Agnese del Verbo Incarnato: quel giovane sacerdote veniva preconizzato Missionario Apostolico, Fondatore di due Congregazioni intitolate al divin sangue, per richiamare tutti all’amore del Crocifisso, e Apostolo del sangue di Cristo 10. Questa predizione non ebbe certamente un’accoglienza entusiastica in Gaspare; lo lasciò perplesso; ma non cadde neanche a vuoto, specie per la presenza stimolante e illuminante dell’Albertini. Infatti, fin dal settembre del 1810 Gaspare comincerà a lavorare attivamente per arricchire il suo spirito di questa devozione e per propagarla.
3. Anni di rigogliosa crescita: 1810-1814
Tutta
la vita di Gaspare, da quando il Signore gli svelò la Questi, dunque, furono i binari che portarono Gaspare verso una grande devozione al sangue divino. L’anno di permanenza dell’Albertini a Bologna, 1811, fu un tempo di grande influsso spirituale nell’animo di Gaspare, soprattutto per l’apostolato intenso che l’Albertini poté esercitare anche in questa città verso la devozione del Preziosissimo Sangue. Proprio dal giugno di quest’anno abbiamo le prime lettere di Gaspare con il richiamo a coltivare questa devozione. In una lettera del 18 giugno 1811 alla Contessa Virginia Malaspina Caracciolo di Piacenza così si esprime, in prossimità della festa del Sacratissimo Cuore di Gesù:
Oh
me beato se avessi sempre amato Gesù come dovevo! L’ami almeno Lei per
me, e sforziamoci d’esser in questa vita per poi esserlo nell'Eternità.
Che dolci pensieri mi vengono su questo punto circa il nostro Redentore
la festa del di cui Sacratissimo Cuore già noi siamo per celebrare
imminentemente. Due verità c'insegna questo Cuore Sacratissimo
particolarmente, e sono l'umiltà con quel ‘discite’
(Mt 11, 29) ecc., ed il santo amore figurato in quelle fiamme che
dipingonsi d'attorno al Sagro Divin Cuore. ‘Ignem veni mittere in
terram’ (Lc 12, 49) ecc. Ah dunque presentia-
In
un'altra lettera del 19 set- Il 1811 fu dunque anno di grande fermento; ma tutto il tempo della prigionia (luglio 1810 – febbraio 1814) fu per Gaspare un tirocinio di intensa formazione pastorale e spirituale al compito di apostolo del sangue di Cristo.
Anche
quando egli si fermerà a Firenze alla fine del dicem- In primo luogo attraverso la preghiera 17, contatto affettuoso con il sangue divino rinvigorito dalla luce che la sua mente riceveva con lo studio su tale mistero 18. Inoltre fu la condivisione gioiosa della croce di Cristo per amore della Chiesa e delle anime a far maturare progressivamente l'animo giovanile di Gaspare al mistero del sangue prezioso. Ne abbiamo chiare testimonianze nelle lettere che egli scriveva durante la prigionia ai suoi amici. Eccone alcuni brani:
Leggiamo con più riflessione il gran libro del Crocifisso ch'è aperto
per tutti, e quivi apprendiamo lezioni di vita eterna, ripetendo spesso
per orazione giaculatoria fra giorno: ‘Te ergo quaesumus tuis famulis
subveni’ ecc. Oh noi felici se tutti gli uomini s'approfittassero del
prezzo di nostra Redenzione! Quanto conforto sarebbe questo al
A
coloro che peccano fa dire: … sapete che avete voi fatto peccando?
avete rinnovato a Gesù la sua passione dolorosissima!... Ditemi, avreste
voi, nel tempo della passione del Signore in Gerusalemme, avreste avuto
coraggio di coronarlo con le vostre mani di spine, d'inchiodarlo sulla
croce, d'abbeverarlo di fiele?... Eppure questo è ciò che avete
4. 1814: Missionario apostolico Quando si era prossimi all’attuazione del vaticinio di Suor Maria Agnese, si addensarono ombre di dubbio nell’animo di Gaspare, tanto più che riaffiorava nel suo cuore il desiderio di entrare nella “Compagnia di Gesù”; e cercava luce nella preghiera, rimettendosi in tutto alla volontà di Dio 21. Gli fu di valido aiuto l’Albertini. Infine tale volontà si manifestò. Il Valentini, succeduto nel 1820 all’Albertini nella direzione spirituale di Gaspare, così narra: … ebbero avviso per biglietto che eran chiamati dal Sommo Pontefice Pio VII all’udienza per inviarli alle missioni. Chinò il capo il Servo di Dio a tale cenno del supremo gerarca e incominciò allora a conoscere decisivamente in effetto la volontà santissima di Dio per la carriera apostolica delle missioni 22. Si mise subito all’opera per realizzare la deputazione papale a missionario apostolico. Egli era già inserito nella Santa Lega, fondata da Don Gaetano Bonanni e costituita da sacerdoti secolari, chiamati “Operai Evangelici”. Pur restando nella propria casa, si dedicavano alle missioni popolari. Ma la Santa Lega non poteva assicurare stabilmente tale ministero, per cui Gaspare si dà da fare presso i suoi compagni e soprattutto col Bonanni a trovare una sede stabile e soprattutto a costituire un vero e proprio Istituto di sacerdoti secolari con vita comunitaria e dedicati stabilmente e unicamente al ministero delle missioni al popolo 23. Ebbe l’occasione di andare a Giano, diocesi di Spoleto, dove trovò il convento di S. Felice al quale i Padri Passionisti avevano rinunciato. Ne fece subito richiesta al papa tramite Mons. Bellisario Cristaldi: il 30 novembre era pronto il rescritto di concessione di Pio VII 24. Il 15 agosto 1815 fonda a S. Felice di Giano la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue 25.
III. Gaspare adoratore e apostolo del sangue di Cristo
1. Zelo e gioia al propagarsi della devozione
Oh
quanto m'interessa questa divozione! Io debbo confessarlo: “La... devozione verso il Preziosissimo Sangue (che ‘chiamava delizia del suo cuore’ 27) era per lui un alimento continuo all'amore di Dio e gli serviva di potentissimo eccitamento a riamare chi tanto aveva fatto e patito per noi, per cui ripeteva spesso quelle parole: Charitas Christi urget nos (2 Cor 5,14)” 28, inoltre alimentava e stimolava il suo zelo apostolico, sia perché questa devozione gli comunicava la sete d'anime del Redentore, sia perché a essa erano legate le benedizioni divine. Nei suoi tempi di profonda miseria morale, essa era l'arma 29 per abbattere il demonio; era la tregua 30 concessa dalla misericordia divina prima di chiamare all'opera la giustizia punitrice. Consapevole di questa missione affidata da Dio alla devozione del sangue prezioso, egli si dà anima e corpo a propagarla tra i fedeli. Tra i vari oggetti della gloria del Signore, questo è per lui il primario 31. Il medesimo ardore del suo cuore cercava di comunicare agli altri: Promuoviamo con zelo la divozione al Divin Sangue 32, sia instancabile nel promuovere e dilatare la nostra divozione 33; non cessi... di propagare, come ne son sicuro, la gran divozione al divin Sangue 34, e frasi simili sono continui ritornelli di quasi tutte le sue lettere.
2. Predicazione sulla devozione
Vorrei avere mille lingue per intenerire ogni cuore verso il San- L'ampiezza di questo desiderio ci spiega l'uso continuo che Gaspare faceva del ministero della parola per diffondere la devozione del sangue divino. Di essa “era talmente infiammato, che ne parlava continuamente” - dice il Can. Adriano Maria Tarulli – inculcandola “dal palco, in privato e in pubblico” 36.
Le sue
lettere sono un incontro e un commiato nel sangue di La predicazione più cara al suo cuore era il Gran Mese che allora si faceva in giugno, in preparazione alla festa del Preziosissimo Sangue: era un mese intero di arricchimento per se stesso e per le anime dell’amore verso il sangue divino 40. Benché Gaspare non abbia stampato niente né scritto abbondantemente sul sangue divino, nondimeno si dette da fare e consigliò altri perché stampassero opere su tale materia: così con san Vincenzo Maria Strambi, la Contessa Caterina Bentivoglio Orsi, il Can. Niccola Palma di Teramo, Don Ferdinando Angelici 41. Ma più che attraverso questi scritti pregevoli, sarebbe stato suo desiderio di far conoscere la bellezza della devozione al Preziosissimo Sangue attraverso le opere dei santi Padri, però dovette fare i conti con la scarsezza dei mezzi del suo Istituto. Se ne lamenta con Leone XII: Fosse dato a noi di avere mezzi di produrre in pubblica stampa le glorie di sì inestimabile tesoro delle nostre anime! Si rivelerebbero i nobili compendi dei Padri nella intelligenza del Sacro testo; e tanto più che bastante non si conoscono nella generalità oggidì. Si mostra tuttavia fiducioso, perché il Signore li riprodurrà a memoria degli uomini 42.
3. Meditazione sul divin sangue Gaspare fu abituato fin da piccolo a meditare sulla passione di Gesù. Nei suoi viaggi apostolici ogni giorno meditava per una buona mezz'ora con i compagni sulla “passione di nostro Signore Gesù Cristo e specialmente o l'orazione all'orto o la flagellazione o alcun altro dei misteri dolorosi. Meditava egli con piacere questi misteri e nel ripensare al Sangue sparso da nostro Signore Gesù Cristo si animava sempre più nella speranza di ottenere per i meriti di questo Sangue la vita eterna e i mezzi per conseguirla” 43. E questa meditazione a volte la faceva anche nella notte del venerdì 44. Ai suoi missionari “nella settimana santa soleva dire... quasi estatico che nell'ufficio di quella settimana vi sono tante belle cose relative alla passione e al Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo da poterci formare molte prediche” 45.
4. Propaganda, propagatori e adoratori Iddio mi ha voluto in campo per propagare la divozione grande del Divin Sangue 46! Questa è la chiara coscienza che Gaspare ha della sua missione. Al compimento di questo dovere impegna mente, cuore, corpo e beni: la sua mente per ponderare i misteri… della carità” del sangue di Gesù; il (suo) cuore ad amarne l’applicazione; il corpo a presentarne i trionfi 47 nei continui ministeri; i suoi beni per i mezzi di propaganda, cioè libretti di preghiere, la Coroncina e le Sette Offerte. Inoltre si impegnava tanto per trovare altri sacerdoti che volessero entrare nella Congregazione 48. La raccolta più abbondante di devoti del sangue di Cristo Gaspare la otteneva dalle missioni 49. Aggregava all’Arciconfraternita del Prez.mo Sangue le Compagnie che già esistevano, fondava le Pie Unioni locali, istituiva una fitta rete di associazioni tra tutti i ceti e età. Creava loro statuti particolari, nei quali indicava i vari mezzi per vivere la devozione al sangue di Cristo: conoscenza, preghiera, attività specifiche 50.
IV. Gaspare e la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue
Gaspare, allo scopo di perpetuare nella Chiesa il suo apostolato a gloria del sangue di Cristo, fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue e s’impegnò anche per la nascita di una Congregazione femminile: l’Istituto delle Suore del Preziosissimo Sangue 51. E’ importante, nel lungo e sofferto iter in proposito 52, la lettera decisiva scritta a Don Gaetano Bonanni, fondatore degli Operai Evangelici, di cui anche Gaspare faceva parte e dai quali sarebbe sgorgato il primo nucleo della suddetta Congregazione:
Mons. Cristaldi mi fa premura acciò sia la nostra Opera sotto il titolo
del Preziosissimo Sangue di Gesù. Egli fa questa riflessione
giustissima: gli Operai Evangelici lavorano affinché il Sangue di Gesù
sia applicato alla salute delle anime, e questo devono offerir di
continuo chiedendo perdono per i peccatori; dunque se gli altri Istituti
si dan carico di propagar chi l'una chi l'altra divozione, questo delle
Missioni deve essere inteso nella propagazione di quella di- L’altra lettera, riguardante il titolo da dare alla Congregazione, la scrisse a Mons. Cristaldi il 5 luglio 1815:
Riguardo al titolo del Preziosissimo Sangue, io crederei espediente
fosse anche assegnato ab alto, e l'altro giorno Bonanni mi
assicurava che avrebbe propagato tal divozione. Tutto insomma è stato
concluso nel mese del Preziosissimo Sangue, per quem salvati et
liberati sumus
54. Qui appare chiaro che solo all'inizio di luglio del
1815, poco Se fu faticoso per Gaspare costituire la Congregazione, ancora più faticoso e sofferto fu il doverla difendere, anche nel suo titolo. Fu la prova più dura della sua vita, che gli procurò angosce terribili nel 1825 con Leone XII, nel 1829 con Pio VIII e nel 1831 con Gregorio XVI 55. Alla Congregazione Gaspare affidò il compito di propagare, anche dopo la sua morte, la devozione al Preziosissimo Sangue 56.
V. Tematica predicata da Gaspare sul Preziosissimo Sangue
Vogliamo ora tentare di ricostruire la predicazione di Gaspare sul sangue prezioso. Gaspare aveva constatato la miseria spirituale dei suoi tempi, dove confluivano illuminismo, gli eccessi della rivoluzione francese, il terremoto napoleonico, la grettezza della triplice alleanza. I sintomi erano evidenti in tanti fenomeni sociali, con i loro riflessi nella condotta morale: liberalismo, settarismo massonico e carbonaro, brigantaggio. Li descrive spesso nelle sue lettere 57. Egli ha voluto dare il suo contributo al rinnovamento religioso e morale soprattutto attraverso la fondazione di una Congregazione di missionari per la predicazione delle missioni ed esercizi spirituali e per la diffusione della devozione al sangue di Cristo.
Gaspare
riteneva che la devozione al Preziosissimo Sangue era
2. Finalità di questa devozione
A
questo tema seguiva la predicazione dei fini che Gaspare La riparazione scaturisce dalla considerazione del beneficio della redenzione operata dal sangue di Gesù, dell’amore del Redentore manifestato nell’effusione del suo sangue, della sofferenza del Redentore non corrisposta dall’uomo. La predicazione di Gaspare era un invito agli ascoltatori perché compensassero l’ingratitudine umana verso il Salvatore, sia profittando del dono del sangue per la propria santificazione, sia facendo atti di culto in riparazione all’ingiuria che il Divin Sangue ha dai peccatori 61. a. b. Propiziazione dell’eterno Padre Secondo le stesse parole di Gaspare, era necessario presentare all’Eterno Divin Padre l’offerta del prezzo del nostro riscatto, ed implorare la pace dei tempi 62.. No, i castighi di Dio non sono ancor terminati; verranno tempi assai più lacrimevoli, e la divina giustizia si placherà per la devozione al Sangue di Gesù Cristo 63.
Il tema era costantemente
ribadito nella sua predicazione. Fondava
la sua asserzione sull'insegnamento della Sacra b. c. La santificazione delle anime
La
predicazione di questo argomento era strettamente collegata con i due
precedenti. Infatti, sarebbe stato inutile parlare del compenso da dare
al Redentore per l'abuso che i peccatori facevano del suo sangue, se Era, dunque, della massima importanza questo argomento nella predicazione di Gaspare. Tale importanza è confermata anche dal fatto che il suo scritto più importante sul sangue di Cristo sviluppa precisamente il presente tema. Esso s'intitola: In omnibus divites facti estis in illo 65. Sono schemi di prediche per il mese di giugno. Vi si descrive l’itinerario spirituale di un’anima dalla sua conversione dal peccato fino alla più alta perfezione nella carità. Tale itinerario è suddiviso nelle tradizionali tre vie: purgativa, o stato di peccato, illuminativa, o stato di grazia, e unitiva, o stato di perfezione 66.
3. Pratiche di culto in onore del sangue prezioso Col termine “pratiche di culto” intendiamo qualsiasi espressione di culto al sangue di Cristo: dalle azioni propriamente liturgiche, agli esercizi di pietà, ad altre manifestazioni devozionali. a. Mistero eucaristico e sacramenti Gaspare così sottolinea questo posto centrale della devozione: Da questa divozione... ne viene il ravvivamento di quel bene che nella rigenerazione del Santo Battesimo il Divin Sangue ha in noi causato; da questo il rispetto speciale agli altri Sagramenti, e specialmente al Sagramento della Penitenza... Che se rivolgiamo lo sguardo della nostra fede alla mensa di amore, al Sagrifizio dell'altare, oh come la Religione ci richiama i misteri più teneri di Redenzione 67!
I
sacramenti sono una continua applicazione dei meriti del Sangue di
Gesù Cristo 68, in essi si applicano i misteri delle
effusioni del Sangue di Gesù Cristo 69. Il sangue
prezioso è quello che ci Il mistero eucaristico, poi, considerato nel suo aspetto sacrificale, conviviale e sacramentale, occupa un posto centrale, essendo l’eucaristia il compendio di tutti i beni 73, di tutta la fede con le sue glorie 74. Non è solo l’humus in cui si nutre e si sviluppa la devozione al sangue di Cristo, ma anche l’anima cultuale di essa. La festa liturgica del Preziosissimo Sangue era già istituita nella Chiesa per alcune diocesi e congregazioni religiose. Gaspare ottenne di poterla celebrare nella prima domenica di luglio per l’Arciconfraternita, per la Congregazione e per la Pia Unione del Preziosissimo Sangue. Il suo desiderio che si estendesse alla Chiesa universale sarebbe stato realizzato solo dopo la sua morte dal beato Pio IX, il 10 agosto 1849. Il giorno della festa era una solenne glorificazione di Gesù redentore. b. Esercizi di pietà e altre manifestazioni devozionali Erano: il Mese di Giugno, il Triduo del Divin Sangue, il Settenario del Divin Sangue, la Predica del Divin Sangue nella Missione, la Meditazione e i canti, la Coroncina del Preziosissimo Sangue, le Sette Offerte, la recita di Sette Gloria Patri, le Giaculatorie, le Ore di adorazione, Culto perpetuo del Divin Sangue, Processione del Cristo Morto, Via Crucis, Tre Ore di Agonia, il quadro della Madonna del Preziosissimo Sangue, iniziative varie 75. Quanto detto rivela, almeno in parte, il grande amore che Gaspare aveva per il sangue di Cristo, e che può essere sintetizzato nelle sue stesse parole:
La
divozione è dogmatica, è essenziale, né si può a meno di non
Abbiamo tratteggiato la personalità di san Gaspare come apostolo del Preziosissimo Sangue, descrivendo come egli si sia formato alla spiritualità del sangue di Cristo, come l'abbia vissuta e difesa; la sua azione insonne per diffonderla e la tematica che intorno a essa egli predicava. Questo è in sintesi l'oggetto del nostro studio. Molte ricchezze dello spirito del nostro Santo restano ancora da esplorare nei suoi scritti, ormai stampati e a disposizione di tutti. Ciò permetterà di approfondire maggiormente il pensiero di san Gaspare e l'influsso che egli e i suoi eredi spirituali - missionari, suore e laici - hanno svolto nella Chiesa sotto la spinta vitale del sangue di Cristo. |
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Note
– 1 Cfr B. Conti, San Gaspare Apostolo del Sangue di
Cristo, Roma 2002, 5-11. - 2 AAS 4 (1960), 306. –
3 Cfr Conti, San Gaspare, o. c., 18-21.
– 4 Cfr Sacra Rituum Congregatio, Romana Beatificationis
et Canonizationis Venerabilis Servi Dei Gasparis Del Bufalo Fundatoris
Congregationis Missionariorum Pretiosissimi Sanguinis D.N.J.C. Positio
super virtutibus, Romae 1870, § 112, 84; 123, 235. In seguito si
cita: Positio super virtutibus, il paragrafo e la pagina. -
5 Positio super virtutibus, § 69, 333. Su altre notizie in
proposito, cfr Conti, San Gaspare, o. c., 23-25.
– 6 Cfr ib., 26-28. – 7 Cfr ib.,
28-30. – 8 Cfr l’attività indirizzata alla devozione al
sangue di Cristo che si svolgeva ivi soprattutto ad opera di Don
Francesco Albertini, fondatore della Confraternita del Preziosissimo
Sangue e futuro direttore spirituale di Gaspare, in Conti, San
Gaspare, o. c., 31-38. – 9 Cfr G. Merlini,
Gaspare Del Bufalo. Un santo scruta un santo, ed. Pia Unione
Prez.mo Sangue, Roma-Albano 1984, 403. – 10 Cfr la
descrizione di questo periodo e la profezia in Conti, San
Gaspare, o. c., 40-46. – 11 La figura del
Can. Francesco Albertini, con la sua profonda spiritualità del sangue
divino, viene tratteggiata in ib., 46-52.
Cfr
anche G. Merlini, “Vita di Mons. Francesco Albertini”, in A. M. Triacca
(a cura), Il mistero del Sangue di Cristo e l'esperienza cristiana,
“Sangue e Vita”, 1/II, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma 1987,
537-553. – 12
Cfr Merlini, Gaspare Del Bufalo. Un santo, o. c.,
24. – 13 B. Conti (a cura), Epistolario, “Epistolario
di S. Gaspare Del Bufalo”, I, Roma 1986, 57 (l’Opera è comprensiva di 11
volumi + il primo degli Indici generali, Roma 1986-2000). In
seguito si cita: Epistolario, il volume e la pagina. Le
sottolineature sono di san Gaspare. – 14 Cfr alcune notizie
sulla Contessa in Conti, San Gaspare, o. c., 53-54.
57-58. – 15 Cfr ib., 55-56. -
16
Cfr L. Contegiacomo, Lettere di S.
Gaspare Del Bufalo, III/2, Roma 1991, 328-331. - 17 Cfr
Processo Ordinario Albanense, I, 209. Epistolario, I, 83.
- 18 Cfr V. Pallotti, Gaspare Del Bufalo come l'ho
conosciuto, Roma 1989, 18-19. - 19 Epistolario, I,
88. - 20 Così scrive alla Contessa Lucrezia Ginnasi nel 1813:
ib., 114-115. Altri documenti in proposito si possono vedere in
Conti, San Gaspare,
o. c., 60-64.
– 21 Cfr Epistolario, I, 216. - 22 B.
Valentini, Gaspare Del Bufalo, quasi un oracolo divino,
ed. Pia Unione Prez.mo Sangue,
Roma 1990, 55.
– 23 Cfr Epistolario, I, 219-221. – 24 Per
il tutto cfr Bibliografia – L. Contegiacomo (a cura), Lettere di S. Gaspare Del Bufalo, Roma 1968-2001. - B. Conti, San Gaspare Del Bufalo Apostolo del Sangue di Cristo, Roma 2002. - Idem (a cura), Epistolario, “Epistolario di S. Gaspare Del Bufalo”, (l’Opera è comprensiva di 11 volumi + il primo degli Indici generali, Roma 1986-2000). - G. Merlini, Gaspare Del Bufalo. Un santo scruta un santo, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma-Albano 1984. - V. Pallotti, Gaspare Del Bufalo come l'ho conosciuto, Roma 1989. - A. Santelli, Vita del Canonico Don Gaspare Del Bufalo Missionario Apostolico, Roma 1992. - V. Severini-G. Menicucci-B. Panzini, Gaspare Del Bufalo conosciuto da vicino, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma 1992. - B. Valentini, Gaspare Del Bufalo, quasi un oracolo divino, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma 1990. |
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