MAGGIO - GIUGNO 2011

GASPARE DEL BUFALO
APOSTOLO DEL SANGUE DI CRISTO
 

Beniamino Conti, cpps

SOMMARIO

I. Spiritualità giovanile.
II. Formazione esplicita dell’apostolo del Preziosissimo Sangue:
   1. Nella fondazione della Confraternita del Preziosissimo Sangue;
   2. Gaspare viene vaticinato araldo del sangue divino: settembre 1810;
   3. Anni di rigogliosa crescita: 1810-1814;
   4. 1814: Missionario apostolico.
III. Gaspare adoratore e apostolo del sangue di Cristo:
   1. Zelo e gioia al propagarsi della devozione;
   2. Predicazione sulla devozione;
   3. Meditazione sul divin sangue;
   4. Propaganda, propagatori e adoratori.
IV. Gaspare e la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.
V. Tematica predicata da Gaspare sul Preziosissimo Sangue:
   1. Motivi di questa devozione;
   2. Finalità di questa devozione:
      a. Riparazione al Redentore,
      b. Propiziazione dell’eterno Padre,
      c. La santificazione delle anime;
   3. Pratiche di culto in onore del sangue prezioso:
      a. Mistero eucaristico e sacramenti,
      b. Esercizi di pietà e altre manifestazioni devozionali.
VI. Conclusione.

Gaspare del Bufalo, nato a Roma nel 1786 e morto ivi nel 1837, è stato canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954. Vari documenti della Chiesa lo hanno delineato come araldo di pace e di salvezza nel sangue divino 1. Il Beato Giovanni XXIII lo ha definito il vero e più grande Apostolo della devozione al Preziosissimo Sangue nel mondo 2. Ha fondato nel 1815 la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.

Vedremo come egli ha costituito “anima di tutto il suo apostolato” la spiritualità del sangue di Cristo.

 I. SPIRITUALITÀ GIOVANILE 

Come è sorta e si è sviluppata in Gaspare la fisionomia spirituale sul sangue di Cristo?

Non possiamo dire che già nell’età giovanile sia stato propriamente devoto del Prezioso Sangue. Troviamo soltanto accenni fugaci al sangue di Cristo 3.

Tuttavia si intravedono alcuni bagliori che preannunciano lo splendore futuro.

Maria Tamini, che poi sarebbe diventata religiosa delle Maestre Pie, e il monaco basiliano Filippo Berga concordano nell’attribuire a Gaspare, sia nell’infanzia che nella giovinezza, una tenerissima devozione alla passione di Gesù, nella meditazione della quale trascorreva spesso alcune ore della notte 4.

Nel meditare sulla passione, confidava alla Tamini, lo commuoveva specialmente l’orazione all’Orto, perché in tutti gli altri episodi della passione il Signore versò il suo prezioso Sangue per violenza esterna, mentre nell’orazione all’Orto degli Olivi fu versato da un’interna compassione d’amore, volendo dire che era tutto spontaneo 5.

Nella spiritualità del giovane Gaspare troviamo un altro aspetto dell’ascetica tradizionale cristiana: unire i suoi sentimenti ai dolori del Redentore, che ha abbracciato la sofferenza per espiare il peccato e salvare gli uomini. Escogitava mortificazioni e strumenti di penitenzache giungevano fino a macchiargli di sangue la biancheria, secondo molte testimonianze 6.

Infine la sua pietà eucaristica. Ogni mattina la madre lo conduceva nella Chiesa del Gesù per la Messa. Le sue comunioni erano serafiche; la visita a Gesù sacramentato era una pratica quotidiana. In futuro sarebbe stato facile il passo verso la devozione al Preziosissimo Sangue 7.

II. Formazione esplicita dell’apostolo del Preziosissimo Sangue

 

1. Nella fondazione della Confraternita del Preziosissimo Sangue

Questo cammino parte nel 1808, l’anno dell’ordinazione sacerdotale di Gaspare.

Possiamo parlare, ora, di contatto esplicito con questa spiritualità. Nel dicembre 1808 fu chiamato da Don Francesco Alberini a tenere dei fervorini a S. Nicola in Carcere a Roma in occasione dell’istituzione della Confraternita del Preziosissimo Sangue. In questa antichissima basilica fin dal 1708 si conservava una reliquia del divin sangue, collegato, secondo la tradizione, al sangue e all’acqua che fluirono dalla lanciata al costato 8.

Non possiamo dire che per Gaspare fu un incontro di grande importanza con la devozione al sangue di Cristo. Infatti solo in seguito egli si applicò allo studio delle verità dottrinali inerenti ad essa 9.

 

2. Gaspare viene vaticinato araldo del sangue divino: settembre 1810

Siamo nel tempo in cui imperversa il dominio di Napoleone Bonaparte, il quale vuole assoggettare a sé la Chiesa. Gaspare rifiuta il 13 giugno 1810 il giuramento di fedeltà all’imperatore, e inizia per lui un periodo di deportazione che durerà quattro anni.

Don Francesco Albertini, anch’egli in esilio, rivela a Gaspare un vaticinio della Serva di Dio Suor Maria Agnese del Verbo Incarnato: quel giovane sacerdote veniva preconizzato Missionario Apostolico, Fondatore di due Congregazioni intitolate al divin sangue, per richiamare tutti all’amore del Crocifisso, e Apostolo del sangue di Cristo 10.

Questa predizione non ebbe certamente un’accoglienza entusiastica in Gaspare; lo lasciò perplesso; ma non cadde neanche a vuoto, specie per la presenza stimolante e illuminante dell’Albertini. Infatti, fin dal settembre del 1810 Gaspare comincerà a lavorare attivamente per arricchire il suo spirito di questa devozione e per propagarla.

 

3. Anni di rigogliosa crescita: 1810-1814

Tutta la vita di Gaspare, da quando il Signore gli svelò la
sua vocazione specifica nella Chiesa, fu un perfezionamento continuo verso la devozione al Preziosissimo Sangue, ma gli anni di crescita più rigogliosa sono quelli della prigionia. Qui, infatti, egli cominciò a essere diretto dall'Albertini 11, della cui personalità subì il fascino 12; qui, oltre che con lo studio e con la preghiera, forgiò la sua anima col martirio, accettato per amore di Gesù e della Chiesa.

Questi, dunque, furono i binari che portarono Gaspare verso una grande devozione al sangue divino.

L’anno di permanenza dell’Albertini a Bologna, 1811, fu un tempo di grande influsso spirituale nell’animo di Gaspare, soprattutto per l’apostolato intenso che l’Albertini poté esercitare anche in questa città verso la devozione del Preziosissimo Sangue. Proprio dal giugno di quest’anno abbiamo le prime lettere di Gaspare con il richiamo a coltivare questa devozione. In una lettera del 18 giugno 1811 alla Contessa Virginia Malaspina Caracciolo di Piacenza così si esprime, in prossimità della festa del Sacratissimo Cuore di Gesù:

Oh me beato se avessi sempre amato Gesù come dovevo! L’ami almeno Lei per me, e sforziamoci d’esser in questa vita per poi esserlo nell'Eternità. Che dolci pensieri mi vengono su questo punto circa il nostro Redentore la festa del di cui Sacratissimo Cuore già noi siamo per celebrare imminentemente. Due verità c'insegna questo Cuore Sacratissimo particolarmente, e sono l'umiltà con quel ‘discite’ (Mt 11, 29) ecc., ed il santo amore figurato in quelle fiamme che dipingonsi d'attorno al Sagro Divin Cuore.  ‘Ignem veni mittere in terram’ (Lc 12, 49) ecc. Ah dunque presentia-
moci pure d'innanzi a Lui e preghiamolo a volerci santifi-
care il cuor nostro, chiedendogli tutto ciò di cui abbiso-
gniamo. Si ricordi della divozione al Sangue preziosissimo di Gesù,
e dica spesso il ‘Te ergo quaesumus’; come anche La prego a fare per me a suo commodo una Novena a S. Saverio
13

In un'altra lettera del 19 set-
 tembre 1811 alla stessa Contessa Caracciolo di Piacenza, mentre da una parte Gaspare la loda per lo zelo che ella dispiega per la diffusione della devozione al Preziosissimo Sangue nella sua città, le descrive la rapida diffusione della devozione al Sangue di Gesù a Bologna e in tutta la Romagna attraverso la Coroncina del Preziosissimo Sangue, che la Contessa Caterina Bentivoglio Orsi 14 aveva fatto ristampare a migliaia di copie 15.

Il 1811 fu dunque anno di grande fermento; ma tutto il tempo della prigionia (luglio 1810 – febbraio 1814) fu per Gaspare un tirocinio di intensa formazione pastorale e spirituale al compito di apostolo del sangue di Cristo.

Anche quando egli si fermerà a Firenze alla fine del dicem-
bre del 1813 e nel gennaio del 1814, in attesa di essere trasferito in Corsica, s'impegnerà a diffondere la devozione al Preziosissimo Sangue nel monastero delle Suore Montalve 16. E lo faceva senza l'appoggio e la guida dell'Albertini, che da due anni penava nelle  orribili “tombe” di Bastia, perché soprattutto in questi anni di speciale partecipazione alla croce di Cristo per amore della Chiesa, proprio con la guida e la radiosa testimonianza dell'Albertini egli s'impegnò personalmente alla maturazione interiore nella spiritualità del sangue di Cristo.

In primo luogo attraverso la preghiera 17, contatto affettuoso con il sangue divino rinvigorito dalla luce che la sua mente riceveva con lo studio su tale mistero 18. Inoltre fu la condivisione gioiosa della croce di Cristo per amore della Chiesa e delle anime a far maturare progressivamente l'animo giovanile di Gaspare al mistero del sangue prezioso. Ne abbiamo chiare testimonianze nelle lettere che egli scriveva durante la prigionia ai suoi amici. Eccone alcuni brani: 

Leggiamo con più riflessione il gran libro del Crocifisso ch'è aperto per tutti, e quivi apprendiamo lezioni di vita eterna, ripetendo spesso per orazione giaculatoria fra giorno: ‘Te ergo quaesumus tuis famulis subveni’ ecc. Oh noi felici se tutti gli uomini s'approfittassero del prezzo di nostra Redenzione! Quanto conforto sarebbe questo al
Cuore dolcissimo di Gesù
19!

A coloro che peccano fa dire: … sapete che avete voi fatto peccando? avete rinnovato a Gesù la sua passione dolorosissima!... Ditemi, avreste voi, nel tempo della passione del Signore in Gerusalemme, avreste avuto coraggio di coronarlo con le vostre mani di spine, d'inchiodarlo sulla croce, d'abbeverarlo di fiele?... Eppure questo è ciò che avete
 fatto peccando. Peraltro non dubitate... Gesù vi ama ancora; e dalla Croce va ripetendo: ‘Sitio’; ho sete della tua Anima, da cui altro non cerco che una contrizion dolorosa,  un sincero ravvedimento; un pianto interiore di penitenza verace. Non vedi, o Anima, che io sono in Croce con le braccia aperte per accoglierti, e che tu puoi quanto mai saziare le mie brame ardentissime di carità? Non sai tu che io giunsi perfino a sudar Sangue nell'Orto unicamente per la pena di veder tante Anime perdute? Non dissi infatti: passi da me il Calice in generale della passione; ma dissi: passi da me questo Calice in particolare così amaro pel mio Cuore che tutti vuol salvi; e ciò alludeva alla perdita di tante anime
20.

 

  4. 1814: Missionario apostolico

Quando si era prossimi all’attuazione del vaticinio di Suor Maria Agnese, si addensarono ombre di dubbio nell’animo di Gaspare, tanto più che riaffiorava nel suo cuore il desiderio di entrare nella “Compagnia di Gesù”; e cercava luce nella preghiera, rimettendosi in tutto alla volontà di Dio 21. Gli fu di valido aiuto l’Albertini. Infine tale volontà si manifestò. Il Valentini, succeduto nel 1820 all’Albertini nella direzione spirituale di Gaspare, così narra: ebbero avviso per biglietto che eran chiamati dal Sommo Pontefice Pio VII all’udienza per inviarli alle missioni. Chinò il capo il Servo di Dio a tale cenno del supremo gerarca e incominciò allora a conoscere decisivamente in effetto la volontà santissima di Dio per la carriera apostolica delle missioni 22.

Si mise subito all’opera per realizzare la deputazione papale a missionario apostolico. Egli era già inserito nella Santa Lega, fondata da Don Gaetano Bonanni e costituita da sacerdoti secolari, chiamati “Operai Evangelici”. Pur restando nella propria casa, si dedicavano alle missioni popolari. Ma la Santa Lega non poteva assicurare stabilmente tale ministero, per cui Gaspare si dà da fare presso i suoi compagni e soprattutto col Bonanni a trovare una sede stabile e soprattutto a costituire un vero e proprio Istituto di sacerdoti secolari con vita comunitaria e dedicati stabilmente e unicamente al ministero delle missioni al popolo 23. Ebbe l’occasione di andare a Giano, diocesi di Spoleto, dove trovò il convento di S. Felice al quale i Padri Passionisti avevano rinunciato. Ne fece subito richiesta al papa tramite Mons. Bellisario Cristaldi: il 30 novembre era pronto il rescritto di concessione di Pio VII 24.

Il 15 agosto 1815 fonda a S. Felice di Giano la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue 25.

 

 

III. Gaspare adoratore e apostolo del sangue di Cristo

 

1. Zelo e gioia al propagarsi della devozione

Oh quanto m'interessa questa divozione! Io debbo confessarlo:
 ciò che ho nella mia limitazione, tutto me lo impiego per sì gran
bene! Questo è il prezzo della Redenzione, questo il motivo della
mia fiducia onde salvarmi; a questa divozione io voglio consacrar la
mia vita; e per applicare il Divin Sangue io sono Sacerdote
26.

“La... devozione verso il Preziosissimo Sangue (che ‘chiamava delizia del suo cuore’ 27) era per lui un alimento continuo all'amore di Dio e gli serviva di potentissimo eccitamento a riamare chi tanto aveva fatto e patito per noi, per cui ripeteva spesso quelle parole: Charitas Christi urget nos (2 Cor 5,14)” 28, inoltre alimentava e stimolava il suo zelo apostolico, sia perché questa devozione gli comunicava la sete d'anime del Redentore, sia perché a essa erano legate le benedizioni divine.

     Nei suoi tempi di profonda miseria morale, essa era l'arma 29 per abbattere il demonio; era la tregua 30 concessa dalla misericordia divina prima di chiamare all'opera la giustizia punitrice.

Consapevole di questa missione affidata da Dio alla devozione  del sangue prezioso, egli si dà anima e corpo a propagarla tra i fedeli. Tra i vari oggetti della gloria del Signore, questo è per lui il primario 31

Il medesimo ardore del suo cuore cercava di comunicare agli altri: Promuoviamo con zelo la divozione al Divin Sangue 32, sia instancabile nel promuovere e dilatare la nostra divozione 33; non cessi... di propagare, come ne son sicuro, la gran divozione al divin Sangue 34, e frasi simili sono continui ritornelli di quasi tutte le sue lettere. 

 

2. Predicazione sulla devozione

Vorrei avere mille lingue per intenerire ogni cuore verso il San-
gue Preziosissimo di Gesù
35.

L'ampiezza di questo desiderio ci spiega l'uso continuo che Gaspare faceva del ministero della parola per diffondere la devozione  del sangue divino. Di essa “era talmente infiammato, che ne parlava continuamente” - dice il Can. Adriano Maria Tarulli – inculcandola “dal palco, in privato e in pubblico” 36.

Le sue lettere sono un incontro e un commiato nel sangue di
 Cristo: Christus dilexit nos et lavit nos in Sanguine suo! (Ap 1, 5); Viva il Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo!; Viva il Sangue di
Gesù Cristo
!, sono le prime parole che rivolge al destinatario. La
chiusa è un augurio nel sangue divino: Augurandovi ogni benedizione per i meriti del Sangue di Gesù Cristo 37; Mi creda in Gesù
Cristo, qui suo nos redemit Sanguine
38, Sum tuus ex corde in Corde Iesu Christi Crucifixi, qui suo nos redemit Sanguine 39.

La predicazione più cara al suo cuore era il Gran Mese che allora si faceva in giugno, in preparazione alla festa del Preziosissimo Sangue: era un mese intero di arricchimento per se stesso e per le anime dell’amore verso il sangue divino 40.

Benché Gaspare non abbia stampato niente né scritto abbondantemente sul sangue divino, nondimeno si dette da fare e consigliò altri perché stampassero opere su tale materia: così con san Vincenzo Maria Strambi, la Contessa Caterina Bentivoglio Orsi, il Can. Niccola Palma di Teramo, Don Ferdinando Angelici 41.

Ma più che attraverso questi scritti pregevoli, sarebbe stato suo desiderio di far conoscere la bellezza della devozione al Preziosissimo Sangue attraverso le opere dei santi Padri, però dovette fare i conti con la scarsezza dei mezzi del suo Istituto. Se ne lamenta con Leone XII: Fosse dato a noi di avere mezzi di produrre in pubblica stampa le glorie di sì inestimabile tesoro delle nostre anime! Si rivelerebbero i nobili compendi dei Padri nella intelligenza del Sacro testo; e tanto più che bastante non si conoscono nella generalità oggidì. Si mostra tuttavia fiducioso, perché il Signore li riprodurrà a memoria degli uomini 42

 

3. Meditazione sul divin sangue

Gaspare fu abituato fin da piccolo a meditare sulla passione di Gesù.

 Nei suoi viaggi apostolici ogni giorno meditava per una buona mezz'ora con i compagni sulla “passione di nostro Signore Gesù Cristo e specialmente o l'orazione all'orto o la flagellazione o alcun altro dei misteri dolorosi. Meditava egli con piacere questi misteri e nel ripensare al Sangue sparso da nostro Signore Gesù Cristo si animava sempre più nella speranza di ottenere per i meriti di questo Sangue la vita eterna e i mezzi per conseguirla” 43. E questa meditazione a volte la faceva anche nella notte del venerdì 44. Ai suoi missionari “nella settimana santa soleva dire... quasi estatico che nell'ufficio di quella settimana vi sono tante belle cose relative alla passione e al Preziosissimo Sangue di nostro Signore Gesù Cristo da poterci formare molte prediche” 45.

 

 4. Propaganda,  propagatori e adoratori

Iddio mi ha voluto in campo per propagare la divozione grande del Divin Sangue 46! Questa è la chiara coscienza che Gaspare ha della sua missione. Al compimento di questo dovere impegna mente, cuore, corpo e beni: la sua mente per ponderare i misteri… della carità” del sangue di Gesù; il (suo) cuore ad amarne l’applicazione; il corpo a presentarne i trionfi 47 nei continui ministeri; i suoi beni per i mezzi di propaganda, cioè libretti di preghiere, la Coroncina e le Sette Offerte.

Inoltre si impegnava tanto per trovare altri sacerdoti che volessero entrare nella Congregazione 48.

La raccolta più abbondante di devoti del sangue di Cristo Gaspare la  otteneva dalle missioni 49. Aggregava all’Arciconfraternita del Prez.mo Sangue le Compagnie che già esistevano, fondava le Pie Unioni locali, istituiva una fitta rete di associazioni tra tutti i ceti e età. Creava loro statuti particolari, nei quali indicava i vari mezzi per vivere la devozione al sangue di Cristo: conoscenza, preghiera, attività specifiche 50.

 

 

IV. Gaspare e la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue

 

Gaspare, allo scopo di perpetuare nella Chiesa il suo apostolato a gloria del sangue di Cristo, fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue e s’impegnò anche per la nascita di una Congregazione femminile: l’Istituto delle Suore del Preziosissimo Sangue 51.

E’ importante, nel lungo  e sofferto iter in proposito 52, la lettera decisiva scritta a Don Gaetano Bonanni, fondatore degli Operai Evangelici, di cui anche Gaspare faceva parte e dai quali sarebbe sgorgato il primo nucleo della suddetta Congregazione:

Mons. Cristaldi mi fa premura acciò sia la nostra Opera sotto il titolo del Preziosissimo Sangue di Gesù. Egli fa questa riflessione giustissima: gli Operai Evangelici lavorano affinché il Sangue di Gesù sia applicato alla salute delle anime, e questo devono offerir di continuo chiedendo perdono per i peccatori; dunque se gli altri Istituti si dan carico di propagar chi l'una chi l'altra divozione, questo delle Missioni deve essere inteso nella propagazione di quella di-
vozione che tutte racchiude, del prezzo cioè di nostra Re-
denzione: per sanguinem salvi facti sumus. Io non ho potuto che lodare le intenzioni di questo Prelato, e investendomi dei suoi principi, l'Opera nostra è ora affidata ai
meriti del Sangue di Gesù 53

L’altra lettera, riguardante il titolo da dare alla Congregazione, la scrisse a Mons. Cristaldi il 5 luglio 1815:

Riguardo al titolo del Preziosissimo Sangue, io crederei espediente fosse anche assegnato ab alto, e l'altro giorno Bonanni mi assicurava che avrebbe propagato tal divozione. Tutto insomma è stato concluso nel mese del Preziosissimo Sangue, per quem salvati et liberati sumus 54.  Qui appare chiaro che solo all'inizio di luglio del 1815, poco
prima della fondazione del nuovo Istituto, 15 agosto 1815, il Bo-
nanni aderì alla proposta di Gaspare, di dare, cioè, il titolo del Prezioso Sangue all'Opera, assicurando nello stesso tempo la sua collaborazione nel diffondere il culto al sangue di Gesù. 

Se fu faticoso per Gaspare costituire la Congregazione, ancora più faticoso e sofferto fu il doverla difendere, anche nel suo titolo. Fu la prova più dura della sua vita, che gli procurò angosce terribili nel 1825 con Leone XII, nel 1829 con Pio VIII e nel 1831 con Gregorio XVI 55.

Alla Congregazione Gaspare affidò il compito di propagare, anche dopo la sua morte, la devozione al Preziosissimo Sangue 56.

 

 

V. Tematica predicata da Gaspare sul Preziosissimo Sangue

 

Vogliamo ora tentare di ricostruire la predicazione di Gaspare sul sangue prezioso.

Gaspare aveva constatato la miseria spirituale dei suoi tempi, dove confluivano illuminismo, gli eccessi della rivoluzione francese, il terremoto napoleonico, la grettezza della triplice alleanza. I sintomi erano evidenti in tanti fenomeni sociali, con i loro riflessi nella condotta morale: liberalismo, settarismo massonico e carbonaro, brigantaggio. Li descrive spesso nelle sue lettere 57. Egli ha voluto dare il suo contributo al rinnovamento religioso e morale soprattutto attraverso la fondazione di una Congregazione di missionari per la predicazione delle missioni ed esercizi spirituali e per la diffusione della devozione al sangue di Cristo.

 

1. Motivi di questa devozione

Gaspare riteneva che la devozione al Preziosissimo Sangue era
 la mistica arma dei tempi 58, donata da Dio alla Chiesa per far argine al torrente della iniquità 59, scatenato dal peccato, e per risvegliare nei fedeli il fervore religioso. La devozione al Preziosissimo Sangue, perciò, era uno speciale intervento salvifico di Dio, a favore del suo popolo, nel momento opportuno. Da ciò la predicazione della opportunità della devozione al sangue di Cristo come mistica arma dei tempi.

 

2. Finalità di questa devozione

A questo tema seguiva la predicazione dei fini che Gaspare
 intendeva raggiungere con la devozione al sangue prezioso. Essi
erano tre: riparazione al Redentore, Propiziazione dell'eterno Padre e Santificazione delle anime 60.

a. Riparazione al Redentore

La riparazione scaturisce dalla considerazione del beneficio della redenzione operata dal sangue di Gesù, dell’amore del Redentore manifestato nell’effusione del suo sangue, della sofferenza del Redentore non corrisposta dall’uomo.  La predicazione di Gaspare era un invito agli ascoltatori perché compensassero l’ingratitudine umana verso il Salvatore, sia profittando del dono del sangue per la propria santificazione, sia facendo atti di culto in riparazione all’ingiuria che il Divin Sangue ha dai peccatori 61.

a.             b. Propiziazione dell’eterno Padre

Secondo le stesse parole di Gaspare, era necessario presentare all’Eterno Divin Padre l’offerta del prezzo del nostro riscatto, ed implorare la pace dei tempi 62.. No, i castighi di Dio non sono ancor terminati; verranno tempi assai più lacrimevoli, e la divina giustizia si placherà per la devozione al Sangue di Gesù Cristo 63.

Il tema era costantemente ribadito nella sua predicazione. Fondava la sua asserzione sull'insegnamento della Sacra
Scrittura: come il sangue dell'agnello pasquale, sparso quale segno sugli stipiti delle case degli Ebrei nell'Egitto, liberò il popolo eletto dalla spada vendicatrice; come Gesù, nel sangue del suo sacrificio, liberò l'umanità dall'ira divina e dalla schiavitù del peccato, pacificandola con Dio; così, in quei miseri tempi, era necessario interporre lo stesso sangue divino per vincere il demonio, per placare la divina giustizia, per propiziarla, per espiare i delitti, per riconciliare Dio con gli uomini, per impetrar grazie, per ridare pace alla Chiesa e alla società. Questi i benefici effetti che san Gaspare si  attendeva dall'offerta del sangue di Cristo al Padre eterno. Tale offerta raggiungeva certamente il suo scopo, perché il Sangue di Gesù grida chiedendo per noi pietà; e grida in modo che il rumore dei nostri peccati non è udito: Sanguis Christi ut tuba clamat 64..

b.             c. La santificazione delle anime

La predicazione di questo argomento era strettamente collegata con i due precedenti. Infatti, sarebbe stato inutile parlare del compenso da dare al Redentore per l'abuso che i peccatori facevano del suo sangue, se
questi non ne avessero usufruito per la loro salvezza; come pure sarebbe stato assurdo placare la divina giustizia con l'offerta del sangue di Cristo, se non ne fosse stata applicata l'efficacia alle anime. 

Era, dunque, della massima importanza questo argomento nella predicazione di  Gaspare.

Tale importanza è confermata anche dal fatto che il suo scritto più importante sul sangue di Cristo sviluppa precisamente il presente tema. Esso s'intitola: In omnibus divites facti estis in illo 65. Sono schemi di prediche per il mese di giugno. Vi si descrive l’itinerario spirituale di un’anima dalla sua conversione dal peccato fino alla più alta perfezione nella carità. Tale itinerario è suddiviso nelle tradizionali tre vie: purgativa, o stato di peccato, illuminativa, o stato di grazia, e unitiva, o stato di perfezione 66.

 

3. Pratiche di culto in onore del sangue prezioso

Col termine “pratiche di culto” intendiamo qualsiasi espressione di culto al sangue di Cristo: dalle azioni propriamente liturgiche, agli esercizi di pietà, ad altre manifestazioni devozionali.

a. Mistero eucaristico e sacramenti

Gaspare così sottolinea questo posto centrale della devozione: Da questa divozione... ne viene il ravvivamento di quel bene che nella rigenerazione del Santo Battesimo il Divin Sangue ha in noi causato; da questo il rispetto speciale agli altri Sagramenti, e specialmente al Sagramento della Penitenza... Che se rivolgiamo lo sguardo della nostra fede alla mensa di amore,  al Sagrifizio dell'altare, oh come la Religione ci richiama i misteri più teneri di Redenzione 67!

I sacramenti sono una continua applicazione dei meriti del Sangue di Gesù Cristo 68, in essi si applicano i misteri delle effusioni del Sangue di Gesù Cristo 69. Il sangue prezioso è quello che ci
 monda nei Sacramenti
70, est medicina in omnibus sacramentis 71; est thesaurus infinitus in sacramentis 72. Da queste brevi frasi si
può facilmente arguire come la vita sacramentale sia stata considerata da Gaspare come l'anima del culto al sangue di Cristo.

Il mistero eucaristico, poi, considerato nel suo aspetto sacrificale, conviviale e sacramentale, occupa un posto centrale, essendo l’eucaristia il compendio di tutti i beni 73, di tutta la fede con le sue glorie 74. Non è solo l’humus in cui si nutre e si sviluppa la devozione al sangue di Cristo, ma anche l’anima cultuale di essa.

La festa liturgica del Preziosissimo Sangue era già istituita nella Chiesa per alcune diocesi e congregazioni religiose. Gaspare ottenne di poterla celebrare nella prima domenica di luglio per l’Arciconfraternita, per la Congregazione e per la Pia Unione del Preziosissimo Sangue. Il suo desiderio che si estendesse alla Chiesa universale sarebbe stato realizzato solo dopo la sua morte dal beato Pio IX, il 10 agosto 1849. Il giorno della festa era una solenne glorificazione di Gesù redentore.

b. Esercizi di pietà e altre manifestazioni devozionali

Erano: il Mese di Giugno, il Triduo del Divin Sangue, il Settenario del Divin Sangue, la Predica del Divin Sangue nella Missione, la Meditazione e i canti, la Coroncina del Preziosissimo Sangue, le Sette Offerte, la recita di Sette Gloria Patri, le Giaculatorie, le Ore di adorazione, Culto perpetuo del Divin Sangue, Processione del Cristo Morto, Via Crucis, Tre Ore di Agonia, il quadro della Madonna del Preziosissimo Sangue, iniziative varie 75.

Quanto detto rivela, almeno in parte, il grande amore che Gaspare aveva per il sangue di Cristo, e che può essere sintetizzato nelle sue stesse parole:

La divozione è dogmatica, è essenziale, né si può a meno di non
 conoscere i preggi che presenta... Per tacere su tanto di più che vi
sarebbe a dire... il Sacerdozio... i Sagramenti... la Religione tutto ci
richiama ad esclamare: Redemisti nos, Domine, in Sanguine tuo et
 fecisti nos Deo nostro regnum et Sacerdotes
. Questa devozione,
oltre che nelle sue pratiche, ravviva la Religione nei suoi principi... nelle sue glorie. L'eccellenza di questa devozione risulta anche dal confronto con le altre: Le altre divozioni sono tutti mezzi a facilitare la pietà cattolica, ma questa n'è la base, il sostegno, l'essenza, tanto da potersi affermare che essa racchiude tutte le altre. Le altre divozioni, prodotte nei vari tempi, presentano un'epoca di principio sempre santo, sempre lodevole, questa è così antica che rimonta fin dal momento
che Adamo peccò e perciò fu chiamato Gesù: agnus occisus a
 constitutione mundi
76

 

 

VI. Conclusione

 

Abbiamo  tratteggiato la personalità di san Gaspare come apostolo del Preziosissimo Sangue, descrivendo come egli si sia formato alla spiritualità del sangue di Cristo, come l'abbia vissuta e difesa; la sua azione insonne per diffonderla e la tematica che intorno a essa egli predicava. Questo è in sintesi l'oggetto del nostro studio.

Molte ricchezze dello spirito del nostro Santo restano ancora da esplorare nei suoi scritti,  ormai stampati e a disposizione di tutti. Ciò permetterà di approfondire maggiormente il pensiero di san Gaspare e l'influsso che egli e i suoi eredi spirituali - missionari, suore e laici - hanno svolto nella Chiesa sotto la spinta vitale del sangue di Cristo.

 

Note1 Cfr B. Conti, San Gaspare Apostolo del Sangue di Cristo, Roma 2002, 5-11. -  2 AAS 4 (1960), 306. – 3 Cfr Conti, San Gaspare, o. c., 18-21. – 4  Cfr Sacra Rituum Congregatio, Romana Beatificationis et Canonizationis Venerabilis Servi Dei Gasparis Del Bufalo Fundatoris Congregationis Missionariorum Pretiosissimi Sanguinis D.N.J.C. Positio super virtutibus, Romae 1870, § 112, 84; 123, 235. In seguito si cita: Positio super virtutibus, il paragrafo e la pagina. -  5 Positio super virtutibus, § 69, 333. Su altre notizie in proposito, cfr Conti, San Gaspare, o. c., 23-25. 6 Cfr ib., 26-28. – 7 Cfr ib., 28-30. – 8 Cfr l’attività indirizzata alla devozione al sangue di Cristo che si svolgeva ivi soprattutto ad opera di Don Francesco Albertini, fondatore della Confraternita del Preziosissimo Sangue e futuro direttore spirituale di Gaspare, in Conti, San Gaspare, o. c., 31-38. – 9 Cfr G. Merlini, Gaspare Del Bufalo. Un santo scruta un santo, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma-Albano 1984, 403. – 10 Cfr la descrizione di questo periodo e la profezia in Conti, San Gaspare, o. c., 40-46. – 11 La figura del Can. Francesco Albertini, con la sua profonda spiritualità del sangue divino, viene tratteggiata in ib., 46-52. Cfr anche G. Merlini, “Vita di Mons. Francesco Albertini”, in A. M. Triacca (a cura), Il mistero del Sangue di Cristo e l'esperienza cristiana, “Sangue e Vita”, 1/II, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma 1987, 537-553.12 Cfr Merlini, Gaspare Del Bufalo. Un santo, o. c., 24. – 13  B. Conti (a cura), Epistolario, “Epistolario di S. Gaspare Del Bufalo”, I, Roma 1986, 57 (l’Opera è comprensiva di 11 volumi + il primo degli Indici generali, Roma 1986-2000). In seguito si cita: Epistolario, il volume e la pagina. Le sottolineature sono di san Gaspare. – 14 Cfr alcune notizie sulla Contessa in Conti, San Gaspare, o. c., 53-54. 57-58. – 15 Cfr ib., 55-56. - 16 Cfr L. Contegiacomo, Lettere di S. Gaspare Del Bufalo, III/2, Roma 1991, 328-331. - 17 Cfr Processo Ordinario Albanense, I, 209. Epistolario, I, 83. - 18 Cfr V. Pallotti, Gaspare Del Bufalo come l'ho conosciuto, Roma 1989, 18-19. - 19 Epistolario, I, 88. - 20 Così scrive alla Contessa Lucrezia Ginnasi nel 1813: ib., 114-115. Altri documenti in proposito si possono vedere in Conti, San Gaspare, o. c., 60-64.21 Cfr Epistolario, I, 216. - 22 B. Valentini, Gaspare Del Bufalo, quasi un oracolo divino, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma 1990, 55.23 Cfr Epistolario, I, 219-221. – 24 Per il tutto cfr
Merlini, Gaspare Del Bufalo. Un santo, o. c., 190. 154-157. B. Conti, Regolamenti, “Scritti di S. Gaspare Del Bufalo”, I, Roma 1998, 28-32. – 25 Sull’iter fatto in proposito e sul titolo legato al Prez.mo Sangue, cfr Conti, San Gaspare, o. c., 65-73. - 26 Epistolario, III, 363. - 27 Positio super virtutibus, Pedini, § 74, 335. – 28 Ib., Romani, § 76, 335. - 29 Epistolario, VI, 76. – 30 Ib. - 31 Ib., V, 40. – 32 Ib., V, 307. – 33 Ib., VIII, 16. – 34 Ib., V III, 472. Altri incitamenti simili si possono vedere in ib., IV, 294. 397; V, 272; VII, 107; VIII, 257; IX, 149. – 35 Ib., IX, 149. - 36 Positio super virtutibus, § 168, 247. - 37 Epistolario, I, 304. - 38 Ib., II, 438. – 39 Ib., IX, 46. Altre testimonianze si possono vedere in Conti, San Gaspare, o. c., 77-79. – 40 Cfr Epistolario, V, 40. – 41 Cfr Conti, San Gaspare, o. c., 80-81. - 42 Epistolario, III, 400. Ciò che non potette fare san Gaspare ai suoi tempi, proprio partendo da queste sue parole a Leone XII, si è realizzato recentemente. Infatti, dal 1992 il confratello Prof. D. Tullio Veglianti ha intrapreso la pubblicazione dei Testi patristici sul Sangue di Cristo. L’opera, terminata nel 2005, comprende sedici poderosi volumi, dove si riportano tali testi nella lingua originale con la traduzione in italiano. – 43 V. Severini-G. Menicucci-B. Panzini, Gaspare Del Bufalo conosciuto da vicino, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma 1992, 214.– 44 Cfr Positio super virtutibus, § 174, 249. - – 45 Severini, Gaspare, o. c., 198. Altre testimonianze si possono vedere in Conti, San Gaspare, o. c., 82-84. - 46 Epistolario, V, 139. – 47 Scritti spirituali, I, 44; cfr Appendice, n. 16. – 48 Cfr Conti, San Gaspare, o. c., 86-87. – 49 Cfr Epistolario, I, 230. – 50 Cfr Conti, San Gaspare, o. c., 87-92. – 51 Cfr ib., 150-178. 52 Cfr ib., 93-99. – 53 Epistolario, I, 230. – 54 Ib., I, 238. Vedi anche A. Santelli, Vita del Canonico Don Gaspare Del Bufalo Missionario Aposto­lico, Roma 1992, 232. – 55 Cfr Conti, San Gaspare, o. c., 99-146. – 56 Vedi la descrizione fatta dal Pallotti di questa consegna, in ib., 149. – 57 Cfr  Epistolario, III, 65. 335. 337. 339; V, 97. – 58 Cfr, p. e., ib., IV, 211; ib., VI, 76. – 59 Ib., III, 395. Cfr Appendice, n. 74, in Conti, San Gaspare, o. c., 283. – 60 Cfr Epistolario, VI, 246-247. 392. – 61 Ib., IV, 320. Su questo cfr Conti, San Gaspare, o. c.,  196-201. – 62 Epistolario, VI, 392. – 63 Positio super virtutibus, § 110, 232. – 64 Cfr il tutto con le fonti in Conti, San Gaspare, o. c., 205. – 65 Appendice, nn. 43-73, in Conti, San Gaspare, o. c., 267-282. – 66 Cfr la descrizione di queste tre vie in Conti, San Gaspare, o. c.,  207-214. Tale sviluppo, comunque, è già stato fatto nella Scheda: “Gaspare del Bufalo: virtù teologali”. – 67 Appendice, n. 14, in Conti, San Gaspare, o. c., 252. – 68 Ib., n. 50, 269; n. 19, 255; n. 56, 272. – 69 Ib., n. 7, 250. – 70 Epistolario, II, 112. – 71 Appendice, n. 39, in Conti, San Gaspare, o. c., 264. – 72 Ib., n. 41, 265; cfr nn. 14, 252; 46, 268; 63, 275; 72, 281. – 73 Cfr ib., nn. 1, 247; 19, 255; 54-56, 271-272; 83, 286. – 74 Cfr ib., n. 5, 248. – 75 Cfr Conti, San Gaspare, o. c., 219-236. – 76 Ib., 241

Bibliografia L. Contegiacomo (a cura), Lettere di S. Gaspare Del Bufalo, Roma 1968-2001. - B. Conti, San Gaspare Del Bufalo Apostolo del Sangue di Cristo, Roma 2002. - Idem (a cura), Epistolario, “Epistolario di S. Gaspare Del Bufalo”, (l’Opera è comprensiva di 11 volumi + il primo degli Indici generali, Roma 1986-2000). - G. Merlini, Gaspare Del Bufalo. Un santo scruta un santo, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma-Albano 1984. - V. Pallotti, Gaspare Del Bufalo come l'ho conosciuto, Roma 1989. - A. Santelli, Vita del Canonico Don Gaspare Del Bufalo Missionario Aposto­lico, Roma 1992. - V. Severini-G. Menicucci-B. Panzini, Gaspare Del Bufalo conosciuto da vicino, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma 1992. - B. Valentini, Gaspare Del Bufalo, quasi un oracolo divino, ed. Pia Unione Prez.mo Sangue, Roma 1990.